Le mille insidie di Grobnick

È il tracciato di Rijeka, nella verde Croazia, ad ospitare il settimo e ottavo round stagionale della Nascar Whelen Euro Series.

Un importante novità alla partenza del GP: Double V Racing schiera il giovane pilota francese Mitch Maguerez nella categoria Elite Club, la gara di regolarità che va in scena al venerdì mattina su tre turni. Il giovane, alla prima esperienza in Euro NASCAR, si dimostra da subito agile nel portare la macchina ed i tempi scendono giro su giro nonostante le condizioni climatiche particolarmente avverse. Grande prestazione, al di sopra delle aspettative, per un promettente pilota.

Prove Libere

Entrambe le sessioni si svolgono su pista bagnata, tra sprazzi di cielo coperto e acquazzoni. Nella prima sessione Veronesi conferma quanto già emerso in passato, sulla pioggia si trova bene e con la vettura ha un buon feeling, e chiude al quinto posto assoluto la prima sessione. Consolidato il risultato, la squadra decide di usare la seconda sessione di libere per provare alcune modifiche di set-up, che faranno segnare il sesto tempo assoluto e permetteranno di portare a casa preziose informazioni per i nostri ingegneri.

Qualifiche

Sabato, ore 10.40, il circuito è completamente trasformato dal meteo che, dopo la pioggia torrenziale del venerdì, regala cielo terso e pista asciutta. Le qualifiche, come fu a Most, si rivelano una sorpresa per team e piloti, costretti ad utilizzare l’assetto da asciutto senza averlo potuto provare. Da subito Veronesi è nella Top 10: dopo aver regimato le gomme e aver preso spazio sfilando, parte per il giro veloce da qualifica. L’asfalto abrasivo di Grobnik non lascia spazio a troppe prove, le gomme si consumano rapidamente e quei decimi persi tra nuove ed usate possono farti perdere la Top 5. Il giro veloce è davvero buono, segna infatti il miglior intertempo personale ed uno dei migliori di gara. Le curve scorrono rapide sotto il passo sicuro del pilota, le traiettorie pulite e scorrevoli sembrano raccontare un finale di successo, ma accade l’inaspettato. A due curve dalla linea del traguardo interviene lo spotter: “BOX BOX BOX, RED FLAG”, la sessione viene interrotta pochi secondi prima del completamento del giro a causa di un incidente, fortunatamente senza conseguenze per il pilota coinvolto. Le gomme ormai consumate e il traffico che si genera al rientro dopo il blocco obbligato di quasi 10 minuti non aiutano il pilota a replicare la prestazione. Vani anche i tentativi di abbassare le pressioni e modifiche alla macchina nei successivi rientri ai box, che fanno chiudere la qualifica in P13.

Gara 1

Ore 17.00, la settima partenza stagionale si svolge ad una temperatura di 24 gradi, con nuvole che si alternano al sole. Tutto bene alla partenza, Veronesi amministra la posizione in attesa di aver l’auto regimata, mentre Garisto e Naveh si passano e ripassano davanti lui nelle prime curve. Il gruppo nei primi giri si allunga, mostrando la differenza nei passi fin da subito, con in testa Dauenhauer. Al terzo giro di gara Veronesi sa che è il momento di entrare in azione ed inizia ad approcciare l’israeliano, il passo è più alto ed in un solo giro attacca. Inizia a mangiargli strada ed al termine del tratto ad esse veloce sferra l’attacco dall’interno. Veronesi è dentro, ma Taylor non cede il passo ed in traiettoria esterna continua la sua percorrenza. Si affiancano a pieno veicolo nell’intero sviluppo di curva, poi improvvisamente il contatto. L’israeliano chiude improvvisamente verso il basso per evitare il fuori pista a causa dell’elevata velocità, centrando in pieno la ruota anteriore destra di Pierluigi. La gomma esplode e la 27 si gira con uno spettacolare 360 a ruote fumanti, è ghiaia di nuovo. Veronesi non molla e dopo una breve conversazione via radio rientra ai box con una ruota a terra. I meccanici si muovono all’unisono e dopo aver cambiato la gomma e controllato le pressioni gli permettono di rientrare in gara, con la sola speranza di concludere un buon giro necessario per la seconda gara della Domenica. L’impatto però si fa sentire ed il veicolo sbilanciato fatica ad andare dritto, le ruote anteriori slittano e le pressioni in breve salgono alle stelle. Pierluigi prova senza risparmiarsi a portare a casa il risultato ma non arriva oltre il P12, stessa fila alla partenza di gara 2.

Gara 2

Alla domenica mattina nuvole nere sembrano minacciare pioggia, la situazione è incerta fino alla fine. La gara prenderà il via regolarmente in condizioni di pista asciutta, con Veronesi che dalla sesta fila ha bisogno di una super partenza per recuperare posizioni. Lo start di Pierluigi è buono ma alla staccata non riesce a portarsi in vantaggio. Di fronte a lui Garisto e Panebianco iniziano un combattutissimo duello ruota a ruota con la Mustang numero 27 incollata agli scarichi. Il gruppo pian piano si sgrana e dopo tre giri Veronesi si fa insidioso su Panebianco ma non ha abbastanza velocità per sferrare l’attacco. La gara si rivelerà poi una e lunga e angosciante agonia, giro dopo giro. L’asfalto Croato ha lasciato il segno sulle ruote di tutti i piloti, nessuno accenna un sorpasso o una staccata e dopo il settimo giro la fila si allunga. Il bolognese decide di andare a punti e porta a casa il dodicesimo posto, seppur con poca soddisfazione per una gara molto piatta dalla prima all’ultima macchina.

Pierluigi Veronesi

“E’ stato un GP molto impegnativo, soprattutto nella gestione delle avversità. È stato frustrante collezionare un altro ritiro per incidente in gara 1 e una gara 2 senza possibilità di sorpassare; queste però sono le corse, questo è il motorsport. Sono felice di come ha lavorato la squadra e dell’approccio, sempre molto professionale, che ha saputo mantenere per l’intero week end. Tutti sono rimasti uniti e hanno lavorato senza sosta al fine di mettermi nelle migliori condizioni in una pista a me sconosciuta. Ora ci attendono le semi finali, sarà fondamentale non sbagliare.

Francesco Vignali

”Weekend positivo lato team, non soddisfacente lato sportivo. Abbiamo portato a casa dell’esperienza, visto che per noi la Croazia era una novità. Purtroppo, come a Most, meteo e fortuna non ci hanno favorito, a partire da quella bandiera rossa nelle qualifiche. L’ingresso di Mitch Maguerez, nuovo pilota della squadra per il campionato Club, ci ha fatto molto piacere. Il suo battesimo sotto l’acqua alla guida della nostra 27 ci ha dato notevoli soddisfazioni. Tra tre settimane ci attende Zolder, un’altra pista molto veloce, qui andremo a giocarci la possibile rimonta in campionato. Pierluigi ha dimostrato di avere il tempo nella testa e nei piedi e la 27 lo segue a binario, speriamo che le bandiere rosse siano finite.”